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TRASFORMARE L'EMPLOYEE ENGAGEMENT NEL OSPITALITÀ CON IL COACHING





Perché il coaching nel settore alberghiero


La crisi nelle organizzazioni continua a farsi sentire a livello mondiale.

Secondo ricerche pubblicate da Mckinsey e ADP la causa è dovuta in gran parte alla povertà delle relazioni interpersonali – soprattutto la mancanza di senso di appartenenza all’azienda o il sentirsi valorizzati dal manager e dall’organizzazione.


Una ricerca fatta nel 2020 sull’impatto dello stile di leadership sui dipendenti nel settore alberghiero, ha rilevato che lo stile autocratico, il più diffuso nel settore, influisce negativamente sulla performance, soddisfazione e motivazione.

Di conseguenza la qualità del servizio ne risente.

Stili manageriali basati invece sulla responsabilizzazione e il rispetto dell’individuo, stimolano l’innovazione, il pensiero creativo, la lealtà e comunicazione efficace con tutti i subordinati.



Il ritmo frenetico e l’impossibilità di pianificare dell’ospitalità non offrono molto spazio per riflettere e sviluppare pensiero, relazioni, strategie, leadership e innovazione. Ma, una sessione coaching, che occupa da mezz’ora a un’ora, offre il tempo per dedicarsi a questo con il supporto e l’approccio sfidante di un coach.

Con un programma di sessioni di coaching strutturato ed erogato anche a pochi membri dell’organizzazione nel tempo si intraprende un percorso virtuoso i cui effetti impattano in maniera positiva l’intera organizzazione attraverso la cultura del coaching.



Cos’è una cultura coaching?


Prima di tutto è un modo di comunicare – un metodo rigoroso di dialogare, il cui obiettivo principale è la crescita dell’altro.

In secondo luogo, è un mindset – una mente propensa al cambiamento e allo sviluppo del potenziale.

Nasce nello sport, si sviluppa nel business, poi nella vita personale. Viene utilizzato da coach professionisti e da managers, ed è sempre più diffuso e integrato nella gestione aziendale in Europa e gli Stati Uniti, ultimamente anche nel settore alberghiero.



In cosa consiste un dialogo con un coach?


Il coach affianca il coachee nell’identificazione degli obiettivi, incentiva azioni, osserva e ascolta attentamente, aiuta a chiarire valori e desideri, stimola l’auto consapevolezza, la riflessione e la creatività. L’obiettivo del coach è di sostenere, sfidare, motivare. Non giudica, e incoraggia l’attenzione alla realtà e opportunità. Aiuta a lavorare sulla fiducia in se stessi sulle proprie capacità per massimizzare il potenziale.


Va precisato che le trasformazioni che porta il coaching sono profonde; quindi, non si limitano mai alla sola vita professionale, migliorando allo stesso tempo la qualità della vita personale.



Come iniziare?


Siete curiosi di provare? Vi proporrei un programma individuale di sei mesi. Vedrete dei cambiamenti subito, ma ci vorrà del tempo e della pratica perché questi cambiamenti si integrino e diventino sostenibili. Sappiamo bene come molti training anche dai contenuti utili, si ricordano per un paio di giorni, poi svaniscono nella realtà quotidiana senza reale impatto sulle organizzazioni.

Per chi opera nell’ospitalità a livello internazionale, è estremamente importante poter dialogare in inglese e altre lingue straniere. Un coach che parli correntemente le lingue principale, al meno l’italiano e l’inglese sarebbe molto utile.



Per trasformare l’esperienza del personale


Per un’azienda che aspira ad una vera a propria trasformazione dell’esperienza del personale, è importante formare la direzione e il management. Per avviare questo tipo di trasformazione ho creato il programma Kickstart Coaching.


Dopo una fase iniziale per stabilire i punti di partenza e arrivo, per rafforzare la coesione e allineamento dei partecipanti, seguono gli appuntamenti individuali con il coach per realizzare la trasformazione passo dopo passo nel quotidiano.


Alcuni argomenti da approfondire per ottenere questa trasformazione:

1. individualità e diversità dei colleghi

2. punti di forza

3. relazioni dei team e con i loro managers

4. fiducia e clima di sicurezza psicologica

5. opportunità di innovazione e creatività

6. reclutamento, onboarding e piani di sviluppo



Come si misura il ROI


Per concludere, va chiarito come si misura il ROI di un intervento coaching di questo tipo. I benefici ottenuti, e l’impatto a livello del personale e dell’organizzazione vanno valutati usando KPI stabiliti da partecipanti e committenti.

Esistono altri metodi di valutazione, come il Kirkpatrick Model. Questo metodo valuta le reazioni dei partecipanti, l’apprendimento, i cambiamenti comportamentali, e l’impatto sul business.

Siccome nel coaching, a differenza di altre metodologie, si lavora continuamente sull’allenamento delle competenze, le forze e la motivazione dei partecipanti, le risorse sono in continuo sviluppo, i risultati quindi crescono in maniera esponenziale, durano e continuano nel tempo.

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